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WESAK - La Festa della Luce

Festa del Wesak 2019

 

"Il Wesak è la Festa della Luce, è la festa del Buddha che attraverso il Cristo e la Gerarchia Spirituale effonde la Luce della Saggezza sull’umanità e sul pianeta.

Fu il primo essere umano a conquistare la Luce della Comprensione Superiore, cioè quell’aspetto dell’Amore che chiamiamo SAGGEZZA.

In questa festa infatti si celebra l’aspetto Luce come rivelatore del vero Amore che nasce dall’unione tra Mente e Cuore, imprescindibile fattore del percorso evolutivo.

L’insegnamento del Buddha ha sempre stimolato gli esseri umani a trovare la nobile “VIA DI MEZZO” che permette di elevarci al di sopra degli opposti, equilibrandoli dentro di noi  e raggiungendo così la visione di UNITA’ in ogni circostanza. Il consiglio è di utilizzare il DISTACCO quale mezzo per osservare da un più alto punto di vista il piccolo io, o personalità, con il suo ego-centrismo e le sue drammatizzazioni,  distaccarsi significa infatti “guardare dall’alto” l’agitarsi continuo delle emozioni e dei pensieri che sorgono automaticamente in noi.

Praticare il distacco  ci aiuta a disidentificarci  gradualmente dagli automatismi della nostra personalità e a trovare un adeguato spazio interiore per far emergere in noi la Luce, la Vera Coscienza.

Per cogliere questa Luce  bisogna spegnere il rumore del piccolo io e far emergere il SILENZIO.

Gli orientali affermano: “La mente uccide il reale”: la mente concreta, analitica,  non ha la capacità di vedere la realtà delle cose, le cause e i significati. La mente diviene strumento di rivelazione solo quando il Cuore, il vero strumento di comprensione intuitiva e di sintesi, si risveglia e comincia a governare la nostra vita.

Ci viene infatti detto che la chiave della trasformazione di noi stessi e del mondo sta nel “Silenzio di un cuore che ama” e che “Non servono la forza e la spada per tacitare gli elementali costruttori della personalità ma il silenzio mistico del cuore con il suo fuoco creatore che arde senza bruciare

Più impariamo ad amare più la personalità perde potere e per imparare ad amare dobbiamo cercare il Silenzio, che non vuol dire isolarsi dal mondo esterno ma imparare a governare i propri pensieri, parole e azioni.

Allora cerchiamo il SILENZIO, quello del mondo esterno è il primo gradino verso il silenzio interiore che è uno stato dell’essere nel quale la consapevolezza di sé è sempre presente, senza forzature o tensioni, semplicemente restando “qui e ora” in ogni momento della giornata.

Abitualmente le nostre menti sono intasate da pensieri senza sosta, siamo pieni di appuntamenti ma manchiamo all’appuntamento con noi stessi in quello Spazio di quiete dove è possibile ascoltarsi ed ascoltare, armonizzarsi in modo spontaneo ed entrare in comunione con il Tutto. Il  silenzio interiore,  rende capaci di ritrovare integrità e instaurare giusti rapporti attraverso il corretto ritmo tra vuoto e pieno.

Il grande psicologo e psichiatra Roberto Assagioli ha scritto: “Il silenzio fonde l’uomo con l’anima della natura e avvicina la polarità umana a quella divina, accendendo la fiamma della creatività. Nasce dall’infinità del Cosmo di cui sintetizza gli echi stellari”

Non a caso tutte le religioni sono concordi nel riconoscere il Silenzio come mezzo per raggiungere la sfera del Divino come “stato” nel quale Dio attende l’umanità affinché possa accedere al Piano dove il proposito di Dio è conosciuto. Quando parliamo di illuminazione, quindi, parliamo della capacità di intuire, di ascoltare e di accogliere parte di questo Piano Superiore e per fare questo dobbiamo sintonizzarci con la natura silenziosa e sintetica del Cuore.

La Scienza dello Spirito ci esorta:

“(…)Imparate dunque a coordinare il cuore con il silenzio. (…) Così il cuore, intensificato dal silenzio, carico di energia come una dinamo, batte il ritmo dell’Universo, e i desideri personali si trasmutano nella Volontà direttiva universale. In tal modo si sviluppa la collaborazione con i mondi lontani.

In  questo Silenzio che viene dal Cuore gli elementi rumorosi della personalità si fanno da parte e le nostre risorse creative emergono, perché la  mente, divenuta silenziosa, può essere impressionata dalle idee provenienti dai mondi superiori.

Sappiamo che le Feste sacre, svolgono un ruolo importantissimo nel ciclo annuale perché hanno la funzione di rendere accessibile a tutte le persone di buona volontà qualche aspetto del Piano e rivelare la vera natura dell’Amore.

Questa sera siamo qui per svolgere la nostra funzione di intermediari, per rendere alcune parti del piano divino accessibili alle menti più illuminate del pianeta, ovvero a coloro che, con le competenze adatte e con la loro specifica funzione, potranno concretizzarle in tutti gli ambiti sociali.

Rendiamo quindi le nostre personalità quiete e apriamo il Cuore al Silenzio, in modo da estrarre dalla sua sostanza dinamica ciò che occorre all’evoluzione del genere umano e del pianeta.

BUONA MEDITAZIONE, BUON WESAK."

 

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